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Come scegliere la badante giusta

Una serie di consigli semplici (ma non banali) per una convivenza serena
Trovare l’assistente familiare più adatta alle esigenze, metterla in regola, organizzare tempi e spazi: passaggi delicati che possono richiedere sforzi importanti e causare stress. La scelta e l’inserimento sono infatti momenti decisivi per una futura collaborazione positiva.

Giovanna Perucci, psicologa esperta nel lavoro con anziani, ha scritto per Erickson il libro Una badante in famiglia: ricco di spunti e testimonianze utili per chi – per questioni affettive o professionali – si trova a doversi relazione con anziani fragili che possono necessitare di assistenza continuativa.

Ecco le 10 regole d’oro per scegliere la badante «giusta» e favorire una convivenza serena

1 RICERCA. Scegliere l’assistente familiare è un lavoro. Occorre avere chiare le necessità, le condizioni di lavoro proposte, le capacità umane e professionali richieste. Controllare sempre le referenze.
2 PRIMI GIORNI. L’inserimento in famiglia è un momento delicato. Si tratta di un cambiamento significativo, è necessario quindi lasciare a tutti il giusto tempo per l’adattamento (anziano, assistente, familiari…).
3 COLLABORARE. Trovare una badante non significa aver chiuso il capitolo. È fondamentale monitorare la situazione, supportare le relazioni, imparare a lavorare insieme soprattutto nel primo periodo.
4 SE NON VA BENE? Non bisogna avere paura di cambiarla. Può essere faticoso ripartire con la ricerca, ma i vantaggi di avere una buona assistente familiare sono superiori alla fatica.
5 LA PERSONA GIUSTA. Non esiste la badante “perfetta”, ma si può trovare la persona che fa per noi. Le aspettative vanno quindi ridimensionate senza accontentarsi del minimo indispensabile.
6 EQUILIBRIO. In caso di divergenze o conflitti – che possono accadere – è utile non schierarsi con l’uno o con l’altro. Un atteggiamento neutrale rende più facile vedere il problema e intervenire.
7 ORGANIZZARSI. Alcuni imprevisti sono prevedibili. Occorre prepararsi al meglio: fare un elenco delle cose che vogliamo che l’assistente familiare svolga, programmare le ferie, prevedere sostituzioni se si creano periodi “scoperti”…
8 TEMPI E SPAZI. Convivere non è facile. Per favorire un ambiente sereno è utile avere spazi e tempi in comune, ma anche spazi e tempi privati. Questo aiuta molto sia l’anziano sia la badante.
9 RISPETTO RECIPROCO. Per avere rispetto è necessario dare rispetto. Bisogna curare i rapporti con educazione, fermezza e senso di responsabilità. Attenzione, insomma, al non trattar male e a non essere mal trattati.
10 FORMAZIONE. Un’assistente familiare formata può dare un’assistenza migliore: è utile suggerire e favorire momenti di formazione attraverso la frequenza a corsi, ma anche la lettura di materiali ad hoc.

Se si è proprio decisi nel “far da sè”  .. qualche altro consiglio:

  1. Non mettere annunci su internet magari con il cellulare personale: sarete inondati da telefonate improprie.
    Per telefono poi è impossibile simulare un colloquio di lavoro, se l’italiano non è buono è già difficile capire con chi si sta parlando … l’unica cosa che si può fare è fissare un appuntamento.
  2. Non mettere annunci su internet con la mail personale: si rischia di venire inondato da mail generaliste spesso mancanti del Curriculum e delle Referenze scritte che devono essere richieste.
  3. Le referenze servono per valutare le capacità, l’esperienza e la serietà sempre a patto che le stesse siano verificabili e verificate …ma se la collaboratrice ha lavorato in nero ….
  4. Se una persona che conosci molto bene, un amico o un parente ti indirizza o ti consiglia la persona che ha assistito un suo caro, considera prima di tutto che ogni assistito e ogni famiglia ha le sue specifiche necessità e richiedi comunque il CV e le referenze scritte. Questo può essere l’unico caso fortunato.
  5. Quando cerchi una badante tutti ti diranno di fare attenzione per tutti i motivi negativi che magari già sai. Molti ti diranno che quella bravissima persona che avevano trovato loro o che hanno conosciuto tempo fa non sanno come rintracciarla proprio quando potrebbe essere utile a te.
  6. Se ti rivolgi alla parrocchia può succedere che (con le migliori intenzioni) ti orienti ad un caso umano o ad un semplice contatto di chi ha bisogno di lavorare e accetta qualsiasi proposta anche se ha poca esperienza o tanto peggio nessuna.
  7. Molti stranieri purtroppo hanno la pessima abitudine di taglieggiarsi fra di loro e quindi, la persona che si prenderà cura del tuo caro è assai improbabile che sia la più brava. Molto probabilmente sarà l’unica che ha accettato di tirare fuori 2 o 300 euro per farsi passare il lavoro.

Se invece volessi affidarmi a dei professionisti ?

In questo caso puoi rivolgerti a chi fa questo lavoro da tanto tempo, a chi seleziona direttamente o attraverso una società specializzata le collaboratrici. A chi con metodo le incontra, ne redige il profilo, ne verifica la regolare presenza in Italia e controlla le referenze contattando telefonicamente gli ex datori di lavoro.

Rivolgiti a chi conosce già delle collaboratrici che ha precedentemente collocato e che lavorano nel territorio. Nel tempo e a rotazione queste persone referenziate terminano di collaborare con la famiglia e si rendono disponibili per un’altra famiglia.

Affidandoti a dei professionisti potrai avvalerti dell’ausilio e l’esperienza per trattare con serenità tutti i dettagli dell’attività lavorativa e delle condizioni contrattuali. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro prevede la regolarizzazione del rapporto di lavoro diretto: badante – famiglia.

Nessuna cooperativa o società può intermediare un rapporto di lavoro colf-badante a meno che la stessa sia in possesso di regolare Registrazione al Ministero del Lavoro.