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L’infermiere in Italia è il professionista sanitario con laurea triennale nell’area delle scienze infermieristiche, che secondo i requisiti previsti dalla normativa è responsabile dell’assistenza infermieristica generale in Italia (Decreto Ministeriale n. 739/1994) e nel resto di Europa con le direttive Europee 2005/36[2] e 2006/100[3]

Ai sensi dell’art. 2 del codice deontologico degli infermieri[16] “l’assistenza infermieristica è servizio alla persona, alla famiglia e alla collettività. Si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa”

Secondo l’art. 1 comma 2 del profilo professionale dell’infermiere (D.M. 739/1994) le funzioni di assistenza infermieristica sono “prevenzione delle malattie, l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l’educazione sanitaria”. Nell’art. 1 comma 3 vengono descritte le principali funzioni dell’infermiere:

  • “Partecipa all’identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività;”
  • “Identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e formula i relativi obiettivi;”
  • “Pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale infermieristico;”
  • “Garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche;”
  • “Agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali;”
  • “Per l’espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell’opera del personale di supporto;”
  • “Svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e nell’assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o libero-professionale.”

“Le competenze dei laureati specialisti (coloro che posseggono la Laurea magistrale) nella classe comprendono”: ‘[17]

  1. Rilevare e valutare criticamente l’evoluzione dei bisogni dell’assistenza pertinenti alla specifica figura professionale, anche nelle connotazioni legate al genere […];
  2. Progettare e intervenire operativamente in ordine a problemi assistenziali e organizzativi complessi;
  3. Programmare, gestire e valutare i servizi assistenziali nell’ottica del miglioramento della qualità (pianificazione, organizzazione, direzione, controllo);
  4. Supervisionare l’assistenza pertinente alla specifica figura professionale e svolgere azioni di consulenza professionale;
  5. Applicare e valutare l’impatto di differenti modelli teorici nell’operatività dell’assistenza;
  6. Progettare, realizzare e valutare interventi formativi;
  7. Sviluppare le capacitò di insegnamento per la specifica figura professionale nell’ambito delle attività tutoriali e di coordinamento del tirocinio nella formazione di base, complementare, permanente;
  8. Utilizzare i metodi e gli strumenti della ricerca, pertinenti alla figura professionale, nelle aree clinico-assistenziali, nell’organizzazione e nella formazione;
  9. Analizzare criticamente gli aspetti etici correlati all’assistenza e a problemi multiprofessionali e multiculturali.”

Gli infermieri possono essere chiamati a svolgere funzioni diverse in relazione alla loro formazione ed esperienza:[18]

  1. Professionisti infermieri: “in possesso della laurea o del titolo universitario conseguito anteriormente all’attivazione dei corsi di laurea o di diploma ad esso equipollente […] “
  2. Professionisti coordinatori: “in possesso del master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento rilasciato dall’università […] “
  3. Professionisti specialisti: “in possesso del master di primo livello per le funzioni specialistiche rilasciato dall’università […] “
  4. Professionisti dirigenti: “in possesso della laurea specialistica […] e che abbiano esercitato l’attività professionale con rapporto di lavoro dipendente per almeno cinque anni […] “

L’infermiere con laurea di primo livello o titolo equipollente: “partecipa all’identificazione dei bisogni di salute della persona e collettività e formula i relativi obiettivi; pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale infermieristico; garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche; agisce sia individualmente che in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali, avvalendosi, ove necessario, dell’opera del personale di supporto. L’infermiere svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e nell’assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o libero-professionale; contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente all’aggiornamento relativo allo specifico profilo professionale e alla ricerca.”[19]

L’infermiere con laurea magistrale: “La continua evoluzione del Servizio sanitario nazionale e i cambiamenti nei contenuti delle cure rendono molto ampia la gamma di posizioni (e competenze) dell’infermiere con laurea specialistica: dalla direzione del Servizio aziendale di assistenza infermieristica, al coordinamento di un dipartimento o unità complessa, o di una équipe, al case management, al coordinamento dell’aggiornamento del personale e della formazione permanente, al ruolo di formatore, di docente e di tutor.” [20]