L’assistente famigliare (Badante): nascosto o alla luce del sole ?

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L’Italia è chiamata “il paese delle badanti”. Sono infatti moltissimi, tra uomini e donne, “gli ” o “le” assistenti familiari, come noi preferiamo chiamarli e chiamarle.
La popolazione invecchia ed è così in grande aumento il numero delle persone in età avanzata che ha bisogno di assistenza, sia di notte che di giorno, nel quadro di una relazione di cura, come anche della cura della casa, nella vicinanza e nell’accompagnamento. La famiglia è oggi più ristretta e ha, quindi, necessità di essere integrata nell’essere vicino ai propri vecchi, spesso soli, spesso, sempre di più, con la “mente smarrita”.
Chi viene in Italia per “assistere” spesso giunge da lontano con altre culture ed altre abitudini, ragion per cui ha l’esigenza di essere formato e accompagnato nella sua “vita a metà” tra il paese di origine, dove ha lasciato la sua famiglia, e la nuova vita a cui deve adattarsi.
La fatica della cura è molto presente, spesso senza visibilità in quanto l’assistente familiare è nascosto o nascosta, senza copertura assicurativa, senza una casa propria, senza riconoscimento ufficiale.
L’assistente familiare è sostegno alla domiciliarità nei confronti della persona sola con autonomia ridotta; vorremmo individuare un percorso possibile verso un riconoscimento che tolga dalla clandestinità, verso uno spazio compreso di una dignità lavorativa.
Nel nostro piccolo stiamo organizzando dei corsi gratuiti per Assistenti Famigliari, anche quelli che vogliano emergere da una condizione non regolare.