Il familiare assistente: il caregiver

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Il familiare assistente è chi presta assistenza a una persona non autosufficiente. La non autosufficienza può essere legata a problematiche di senilità, malattie o patologie e infine disabilità. 

Il familiare assistente si differenzia dalla figura della generica badante per le modalità e gratuità dell’intervento e per l’importanza degli aspetti affettivi e del senso del dovere. Negli Stati Uniti d’America, per i congiunti non autosufficienti, milioni di familiari assistenti erogano ore di attività equiparabili a miliardi di dollari non retribuiti: con le dovute proporzioni, anche nel resto del mondo esistono dati simili.

L’azione del familiare assistente può consistere nell’assistenza diretta e/o indiretta, come pure nella sorveglianza passiva e/o attiva. L’assistenza diretta è il lavare e cambiare l’assistito, preparare il cibo ed eventualmente imboccarlo, acquistare e somministrare i farmaci e quant’altro. Un aspetto dell’assistenza indiretta è l’espletamento delle pratiche amministrative. La sorveglianza passiva si realizza quando l’assistito non autosufficiente, ad esempio, è a letto ma va controllato. La sorveglianza attiva si realizza quando l’assistito può mettere se stesso o gli altri in condizione di pericolo. Si tende a distinguere il familiare assistente “primario” (che si occupa del proprio congiunto a tempo pieno) e la figura del familiare assistente “secondario” o “marginale” (se l’impegno non è costante).

Il prendersi cura di un congiunto non autosufficiente, per il familiare assistente, può comportare negative conseguenze sul piano psicofisico; da non trascurare, inoltre, le ripercussioni di tipo sociale, lavorativo ed economico.

Indispensabile l’intervento delle istituzioni pubbliche, del volontariato e delle strutture private (cooperative sociali di tipo “a”) per alleviare il carico di cura del familiare assistente. Necessaria l’opera di supporto (di tipo materiale, come pure psicologico) sia al familiare assistente che all’intero nucleo familiare.

Importante è l’attivazione del “servizio respiro” che consente al familiare Assistente di avere brevi periodi in cui non provvede alle necessità del proprio congiunto non autosufficiente. A livello europeo la COFACE (Confederation of Family Organisations in the European Union) ha elaborato la Carta Europea del Familiare Assistente.

In Italia, l’Emilia-Romagna è stata la prima a dotarsi di una legge regionale, intitolata Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare (persona che presta volontariamente cura ed assistenza)[1] che istituisce fra l’altro la Giornata del caregiver l’ultimo sabato di maggio.

Il progressivo invecchiamento della popolazione renderà sempre più necessarie modalità di supporto, per la non autosufficienza, che dovranno realizzarsi attraverso una più concreta attenzione nei confronti dei familiari assistenti o di terze persone che, dovrammo essere formate per quell’indispensabile processo di prevenzione di tutte quelle problematiche e relative gestioni legate all’assitenza domiciliare di anziani non più autosufficienti, di malati e disabili.